Le regole
La lead generation IA è legale in Italia e può danneggiare la reputazione della tua e-mail?
È legale se il contatto rispetta le stesse regole di qualsiasi comunicazione commerciale, e la tua reputazione di mittente regge solo se tieni bassi i volumi e alta la pertinenza. Lo strumento non cambia chi risponde del messaggio: sei tu.
Consenso e Codice privacy. Nelle Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam (4 luglio 2013) il Garante ricorda che l'art. 130 del Codice privacy consente le comunicazioni promozionali con strumenti automatizzati, e-mail comprese, solo con il consenso preventivo del contraente o utente (opt-in). Precisa che senza consenso non si possono inviare neppure se i dati provengono da elenchi, registri pubblici o siti web conoscibili da chiunque, e che la facile reperibilità di un indirizzo in rete non autorizza l'invio. Prevede l'eccezione del cosiddetto soft spam: puoi usare, senza nuovo consenso, l'indirizzo che un cliente ti ha dato acquistando un tuo prodotto o servizio, per proporgli prodotti o servizi analoghi, se non rifiuta l'uso.
Aziende e persone. Le stesse Linee guida chiariscono che le persone giuridiche, dal 2011, non possono più rivolgersi al Garante come "interessati", ma restano "contraenti" con rimedi davanti al giudice ordinario. Un indirizzo del tipo nome.cognome@azienda.it è considerato personale: chi lo riceve è un interessato a tutti gli effetti. Il documento è anteriore al GDPR, quindi verifica sempre la versione vigente delle norme richiamate. Sono informazioni generali, non consulenza legale.
Mai indovinare gli indirizzi. Se un modello "deduce" un indirizzo da un nome e da un dominio, stai trattando un dato personale senza averlo ricevuto da nessuno. Usa solo recapiti che l'azienda pubblica e, se scrivi fuori dall'Italia, leggi anche la guida su come fare cold email senza violare il GDPR. Per la raccolta dei dati in sé c'è la guida sulla legalità dello scraping di Google Maps.
Opposizione. L'art. 21 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) riconosce all'interessato il diritto di opporsi in qualsiasi momento al trattamento per finalità di marketing diretto: dopo l'opposizione i dati non possono più essere trattati per quello scopo. Inserisci in ogni messaggio un modo semplice per dire basta e rispetta subito la richiesta.
Reputazione del mittente. Le linee guida di Gmail per i mittenti chiedono a tutti di autenticare il dominio con SPF o DKIM e di tenere il tasso di spam in Postmaster Tools sotto lo 0,10%, evitando di toccare lo 0,30%. Chi invia più di 5.000 messaggi al giorno deve aggiungere DMARC e l'annullamento dell'iscrizione con un solo clic. Un piccolo mittente dovrebbe trattare questi numeri come un obiettivo, non come un limite da sfiorare.